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No no, non è il film dei vanzina, è l'ennesimo caso umano.
Un caro amico, una persona sana (come lo definisco io, lui non è molto d'accordo ma non importa), mi ha messa in guardia riguardo la gente di Netlog e in effetti come dargli torto? Fatevici un giro e guardate le foto dei profili...non so se siano peggio le donne o gli uomini...
Ad ogni modo, ci bazzico da un mesetto e ho trovato alcuni campioni di varietà umana alquanto divertenti. Piccola postilla, ci ho trovato anche un paio di persone davvero valide e qui si aprirebbe una parentesi infinita sulla grande varietà umana e le possibilità, la legge dei grandi numeri e quanto fa piacere entrare a contatto con persone sulle quali non inciamperemmo mai purtroppo.
Ma sono qua per ridere un po'...
Un giorno mi arriva una richiesta di amicizia, non ricordo neanche più il nick, l'avatar però era un orso bruno, anzi sicuramente era un grizzly a pesca di salmoni e il quadratino dell'età riportava un bel 44. Non ho pregiudizi sull'età anche se sinceramente mi suona sempre un campanello nel cervello quando la differenza d'età supera i 10 anni, è più che altro un avvertimento, come dire, vittoria sta all'occhio. Peccando a volte d'ingenuità e per tutta una infinita storia di insicurezza cronica a volte finisco col credere un po' troppo alle lusinghe e i quarantenni con le lusinghe ci sanno decisamente fare...
Ad ogni modo appena accettata l'amicizia questo mi scrive un messaggio. Tono quasi hitleriano, in breve mi dice che lui di lavoro fa il bodyguard, che lavora a milano che segue dei personaggi famosissimi in concerto che non ha bisogno di sgallettate sciocche e superficiali interessate a quel mondo, che ne trova fin che vuole e che cerca un'amica tranquilla con la quale uscire ogni tanto per un cinema o una pizza.
Primo impatto? See figurati, ma pensa questo cosa si inventa.
Pensiero seguente, no ma alla fine tutto si può dire del tono tranne che sia marpione, vuoi vedere che sto qua è sincero solo che magari essendo un po' rigido per lavoro alla fine con le parole non ci sa tanto fare e risulta un po' arrogante ma per lo meno non è un morto di fame?
Quasi quasi decido di dargli una chance, gli rispondo dicendogli che mi piace andare al cinema e che in fondo non mi dispiacerebbe andarci con un'altra persona e che quindi si può fare. Lui allora controbatte dicendo che devo stare tranquilla che lui non è un morto di f***, che non esce con le ragazze per scopare che tanto sgallettate che gliela danno subito ne trova quante ne vuole e che non vuole però nemmeno quelle amiche single che poi si appiccicano come cozze che lo chiamano il giorno dopo o gli scrivono infiniti sms. Per non parlare poi dei suoi amici che oramai sono tutti sposati e poi quando si trova con loro gli fanno una capatanta con tutti loro problemi, che lui insomma vuole uscire con delle ragazze carine e simpatiche che non gli stressino l'anima. Aggiunge poi che troverebbe assurdo scriversi all'infinito e che preferisce che ci incontriamo subito, date le premesse ho pensato che meno mi scriveva e meglio era.
A questo punto vi dirò ero alquanto perplessa, ma ho detto, ma si, ma perché devi sempre andare a giudicare gli altri, sarà anche uno stronzo egoista con poco tatto, ma almeno pane al pane vino al vino. Un po' di curiosità mi era venuta e mi sentivo in una botte di ferro, stima incondizionata non ne avevo, anche ci fossimo trovati reciprocamente antipatici sai che ci perdevo? Ho accettato. Allora gli propongo di trovarci per vedere Uomini che odiano le donne a Silea. Sulle prime sembra entusiasta poi mi scrive che le previsioni danno pioggia, che lui odia uscire con la pioggia perché poi si bagna nel tragitto auto cinema e insomma non sa.
A sto punto il mio cervello comincia a lampeggiare, ma questo è suonato? Un po' perplessa gli lascio il mio numero e gli dico di avvisarmi più tardi in base al tempo, però gli dico anche che ci potrebbe essere anche una mia amica a vedere il film. A quel punto lui dice di no, che faremo un'altra volta. E vabbè, per capire un po' meglio cosa gli piace fare e su cosa intende conversare gli chiedo se parla del suo lavoro e se gli piace andare nei locali.
Non l'avessi mai fatto in pratica mi manda una manfrina di una decina di righe in cui ribadisce che lui l'ha detto all'inizio che non cerca gente interessata al suo lavoro, che non ho proprio capito cosa cerca lui, che lui in discoteca ci andava vent'anni fa, che gli fa schifo che c'è troppa confusione che lui vuole andare a mangiarsi una pizza ogni tanto o vedere un film, che possiamo interrompere qui perché lui non ha proprio bisogno di una come me ecc ecc.
A quel punto mi erano talmente girate le eliche che gli ho scritto un pistolotto, che le mie erano domande fatte per capire un po meglio com'era, cosa gli piaceva fare nel tempo libero, che gli amici non si comprano al supermercato ma che si può parlare di amicizia quando arrivi ad avere confidenza con una persona, quando ci hai fatto delle esperienze insieme e dopo il bel pistolotto gli lancio una provocazione, gli scrivo che non sono tanto disperata da farmi fantasie romantiche su uno che sta a più di 50 km da casa mia e che ha quarantanni suonati.
A quel punto, ferito nell'orgoglio mi ha scritto che lui avrà pure 40 anni suonati ma non ci tiene proprio ad avere una zitella acida come me per amica e che mi cancella.
Sipario.
cari lettori è il vostro momento!
So che incorrerò nel rischio di beccarmi della zitella acida ma avrei voglia di raccontare un paio di episodi che mi sono accaduti in un paio di social networks ultimamente; cercherò di non essere troppo feroce però in effetti sono abbastanza divertenti e spero di trasmettervi il mio spirito, cioè, quando racconto le mie baracconate non lo faccio per piangermi addosso o farmi compatire, ma perché ammetto che un po' sono scema io a dare opportunità a certi idioti di importunarmi e per ridere un po' sulle infinite varietà di gente a questo mondo. Diciamo che il mio blog è una sorta di wikipedia umana, vi porto a conoscenza di tanti tipi di persone che magari voi nella vostra vita non avete mai sperimentato...perché essendo più sani di me, quando annusate le fregature ve ne tenete alla larga.
Quindi cari lettori, che dite, ve ne parlo?
No...pensavo, quand'è che ci rivediamo per una delle nostre seratine?
L'è sempre lù. Un uomo un perché. Uomo? Mah, un essere umano di sesso maschile.
Ndr: Ho dedotto che con seratina il tale si riferisse a quelle due volte che siamo rimasti nella sua macchina a baciarci.
Era un suo messaggio su facebook, ci sono stati vari botta e risposta. Gli ho detto che non sapevo se mi interessavano dei momenti d'evasione. Lui mi ha detto che aveva avuto paura a confessarmelo e di fronte alla mia affermazione di aver capito che non è la persona che fa per me, ha ribattuto che rimpiange di aver pianto sulla mia spalla.
Ora, gli ho detto: ma tu ritieni che una ragazza preferisca che tu pianga sulla sua spalla o che le chieda di avere qualche momento d'evasione aspettando che arrivi qualcuno di meglio?
L'ho ferito, mi ha detto che l'aveva detto così per dire, che l'ho preso troppo sul serio.
Non è la prima che volta che mi capita, credo che sia capitato a tante altre ragazze come me. Volendo essere sincera, di cazzate ne ho combinate nella mia vita, mi sono anche lasciata intortare, ma storie di sesso ginnico o trombamicizie come volete chiamarle, ho sempre cercato di evitarle. Voi direte e che cacchio ne stai scrivendo a fare, che ce ne frega a noi?
Beh ne sto scrivendo perché oggi in macchina ho realizzato il motivo per cui non riesco a lasciarmi andare ad un'idea del genere. Si una parte sta nelle paranoie, una parte sta nel fatto che quando mi sono fatta prendere in giro e ho ceduto, poi mi trovavo emotivamente coinvolta e reagivo male al distacco, ma in realtà sono giunta a questa conclusione. Non riesco a dosarmi, non riesco a calcolare, non riesco a pensare di trovarmi nella massima intimità con una persona che alla fin fine non stimo molto. Cioè: in un rapporto con un essere umano, quando arrivi a starci nudo davanti e non solo nel corpo, come puoi sprecare un momento così bello facendolo con qualcuno che per te non è importante, con qualcuno che è un'alternativa, un rimpiazzo aspettando qualcosa di meglio? No per carità, il sesso è piacevole e non condanno affatto chi lo fa tranquillamente anche come modo di comunicazione, anzi. Io non ce la faccio. Penso che voglio arrivare alla nudità totale con una persona perché non può stare senza di me, che pensa che sia la cosa migliore che gli potesse capitare (ovviamente la cosa sarebbe reciproca nei suoi confronti). Penso che non posso evitare di mettere tutta me stessa in una relazione con un essere umano, se dall'altra parte non fosse tantaltro mi sentirei sprecata... Presunzione?
Ho iniziato a scrivere questo blog anni dopo che avevo abbandonato la carriera di chatter. Allora mi sembrava fantastico, non dover più combattere con l'immaginazione. Buttarmi giù parola dopo parola in una pagina intera. Lasciare poco non detto, essere chirurgica, presentarmi così com'ero. Nessuno dei miei lettori si è dichiarato innamorato, nessun morto di desiderio. Finalmente avevo la possibilità di presentarmi come sono e non alimentare sogni. Sicuramente una comunicazione a senso unico, ma per lo meno mi stavo risparmiando una botta di delusioni.
Me n'ero dimenticata, di cosa vuol dire poi non corrispondere all'immagine che si creano gli altri.
Tutto qua.
Diversità da allora? Voglio prendere quest'esperienza come spinta. Consapevole di avere ancora tanta strada da fare, mi sono ricordata che posso soddisfare la mia fame di conoscere con tante "nuove" esperienze. E' l'ennesima opportunità da cogliere. Decisamente sono fortunata.
Giovedì sera vibravo.
In fermento, pensieri a girare nella testa, eccitazione per la festa di stasera (facciamo una festa per mio nipote). Piccola digressione, la famiglia in effetti non è festaiola e mondana, anzi, però le feste ci piacciono, l'abbiamo scoperto in occasione del venticinquesimo dei miei genitori, l'abbiamo confermato con il matrimonio di mia sorella, ci piace di circondarci delle persone che per noi contano e passare un po' di tempo insieme, ci divertiamo un sacco. Anche perché nella vita di tutti i giorni non si ha spesso la libertà di perdere un minuto ad intrattenersi, magari non si è nemmeno nello spirito giusto...e quindi, let's party!
Beh insomma, in fibrillazione, arriva la fantomatica bustina sul cellulare, la apro famelica e che mi trovo:
Ciao sei ancora sveglia?
si, proprio lui. quello del post sotto.
Divisa fra l'impulso irrefrenabile di ridere a crepapelle e una piccola sincera preoccupazione, ho capito che probabilmente era imparanoiato duro e gli ho risposto...gli ho chiesto cosa avesse, non vi trascrivo la sua risposta, in fin dei conti ho un po' di rispetto per la sofferenza altrui...Che fosse in crisi si era capito, in sostanza non riesce a legare con le persone e ha paura di restare da solo.
Il fatto è che io sono proprio l'ultima che dovrebbe stargli vicina, ma un po' lo capisco, in fin dei conti chi non si è mai trovato in questa situazione? Finirò a fare ancora la psicologa a costo zero?
Se mi mette la bocca addosso lo meno, giuro.
Ciao Mav, che fai di bello? Io sono a casa soletto
E quindi?
se vuoi venire a trovarmi..mi farebbe piacere
Sinceramente mauro non ti capisco, ti farebbe piacere? Sicuro? sono quasi quindici giorni che non ti fai sentire, pensavo non avessi più interesse a vedermi
Beh..in fondo neanche tu :)..
Non sono abituata a pregare le persone di uscire con me, se non hanno piacere a stare con me non impongo la mia presenza
Ho capito cosa intendi..io ti rivedo volentieri..Anche in futuro..
A che scopo? onestamente parlando
Per amicizia. E mi dispiace che non sia qualcosa di più
(questo non gli è arrivato: Perché cerchi di consolarmi? se capita ci vedremo)
A cosa pensi? se posso chiederti
Ti voglio bene anche se immagino che sarai arrabbiata
Scusa è che sono a casa di mia sorella e il telefono prende male, ma perché cerchi di consolarmi? Non sono arrabbiata, nemmeno delusa, per la verità mi sento sollevata, in fin dei conti non riusciamo proprio a parlare, sarebbe stata pesante in effetti
Va bene..allora ciao. E divertiti!
Anche tu
Con il temporaneo dissolvimento dei chili, nella mia vita tornano a bussare gli uomini. E' stato così a 17 e 24 anni.
A diciasette baciai uno che poi diventò gay, a 24 mi detti a un gelataio poco altruista ma onesto. In compenso diedi cuore e cervello al pessimo Ezio che mi teneva svgelia fino alle 5 e mezza del mattino a forza di sms, ma che dopo una mia appassionatissima lettera d'amore mi scaricò dicendomi che non chiudeva proprio la porta, magari fra 10 anni le cose sarebbero cambiate. Bene o male questi mezzi fallimenti, che oggi valuto dando il giusto peso, in quelle due epoche mi scoraggiarono molto, furono il primo di una serie di passi indietro. Indietro nella ciccia e nella sicurezza di venire ignorata dagli uomini. Il bello è che non abbandonavo la speranza di essere notata e continuavo ad innamorarmi di vari barracuda.
Adesso che succede?
Succede che mi gravita attorno uno.
Mi sento fisicamente a mio agio con lui. Mi piace toccarlo. Se siamo vicini mi sento letteralmente attratta da lui, tendo ad avvicinarmi, a prendergli le mani, fargli il solletico. Non mi era mai capitato in effetti, non concedo facilmente la confidenza fisica, anzi sono abbastanza trattenuta e non forzo mai. Non mi sottraggo agli abbracci delle persone dai modi calorosi, ma non mi avvicino mai troppo (sempre per la teoria dei gatti rognosi, ricordate?).
Abbiamo un amico comune, sappiamo della reciproca esistenza da un paio d'anni oramai. Ci siamo visti pochissimo, ma ci siamo riavvicinati un paio di mesetti fa a causa della laurea del caro amico.
Sto tipo mi lasciava perplessa, non si esponeva mai in modo esagerato, parlava poco, ma in genere al momento di congedarsi mi salutava con impeto. Impeto anche un po' maldestro, mi ha dato delle nasate pazzesche sugli zigomi. Non mi ha stupita in effetti, quando al ritorno dalla laurea mi ha chiesto di uscire per sdebitarsi (eravamo stati a padova con la mia macchina). Non ho esitato ad accettare, mi ero sentita molto a mio agio con lui.
Siamo usciti insieme, alla seconda uscita mi ha baciata. Come una tigre. Un bacio appassionato, tant'è vero che come primo bacio, forse gli ho concesso un po' troppo. Dico sempre che non sono di legno, in realtà non avevo nessuna voglia di staccarmi dalle sue labbra. Nonostante lo stupore. Ci conosciamo poco, pochissimo. Ho avuto il pessimo ardire di pensare di piacergli.
Probabilmente mi sbagliavo, abbiamo continuato ad uscire. I baci si sono fatti ulteriormente appassionati, quasi insostenibili. E poi basta. Marcia indietro. Poi è tornato, mi ha invitata al compleanno di un suo caro amico. Ho sputtanato un sacco di soldi in scarpe e magliette per fare bella figura; nemmeno un mezzo complimento. A mezzanotte e mezza mi ha salutata davanti alla macchina. Il giorno dopo ci siamo visti, abbiamo passato il pomeriggio su una coperta a leggere e chiacchierare, io che scivolavo verso di lui, lui che non si spostava, ma se io mi allontanavo non veniva a riprendermi. Mi ha portato le ciliege. Mi ha cantato delle canzoni molto dolci. Nessuno me ne aveva mai cantate. Poi ad un certo punto, al momento di congedarsi, così quando meno me lo aspetto, mi bacia. Un attimo a labbra chiuse. A quel punto non capisco e gli chiedo perché. Risposte non ce ne sono. Ce ne stiamo così in silenzio, lo guardo, mi guarda. Aspetto che mi baci ancora. Gli prendo un braccio. Niente. Dice che probabilmente sto pensando che sia scemo, rispondo con una di quelle frasi stupide tipo, eh in effetti non te lo volevo dire ma più o meno...
Allora glielo chiedo io:
- E se volessi baciarti?
- Prova a fare domanda.
- In carta bollata? Carta semplice?...e per la risposta quanto devo aspettare, tipo quindici giorni?
- No dai, non così tanto.
Allora prendo e lo bacio. Tanta dolcezza, ma sento timore, il timore di lasciarsi troppo andare.
Che succede poi? Poi succede che se ne va e un paio d'ore dopo mi ringrazia tramite sms per la splendida giornata. Gli scrivo che spero di rivederlo presto.
E ad oggi siamo al punto di partenza. Silenzio, se gli scrivo, in linea di massima risponde. Ma non ha urgenza di vedermi. E' questo che un po' mi fa soffrire. In effetti non so che fare. Sto bene con lui quando siamo insieme, ma quando siamo lontani non mi da sicurezza. Ma se non gli piaccio, perché mai mi avrà baciata? boh.
Amen.
Forse dovrei buttarmi sulle donne.
Ultimamente ai miei amici dico sempre che le mie conoscenze musicali si sono fermate 3 anni fa. E' una vita infatti che non compro un disco, ascolto radio in negozio e macchina, se qualche volta mi aggancio all'ipod...beh la mia tracklist non contiene cose appunto più recenti di 3 anni a sta parte...
Da una decina di giorni però giro con alcuni cd in macchina. Ho piazzato sheril crow nel lettore e non l'ho più tolta. E' il suo greatest hits. Ieri sera pensavo che sheril crow sta alla musica, come clint eastwood al cinema. Alzo il volume al massimo e mi faccio avvolgere dalla sua voce malinconica e graffiante. Pezzo preferito? Home. Scivola via dolce e profondamente triste. Come il ricordo di un abbraccio sbagliato, di lacrime versate, di piaceri passati. Le parole sussurrate, i versi nostalgici e disillusi, una vera e propria catena avvolta attorno al cuore; eppure morbida. Buio, velocità, mete da raggiungere e nostalgia. Mi sembra di essere protagonista di un film in quei momenti, mi sembra che la mia vita abbia un senso. Mi sento languida e ombrosa, eppure felice, le sofferenze fanno apprezzare ancor di più le piccole conquiste.
Intanto credo di aver trovato l'uomo della mia vita, si chiama Giacomo ed ha dieci giorni di vita. E' il figlio di mia sorella. Ormai sono persa, soggiogata dai suoi occhioni, dalla sua consistenza fra le mie braccia, dalle sue espressioni, all'alba della vita. Che miracolo la vita.
Non sono una di quelle che vive come fosse l'ultimo suo giorno, ma mi piace prendere una cosa alla volta, viverla nel miglior modo possibile, non angustiarmi troppo riguardo al futuro, non ho idea di cosa succederà domani...Ma amo sognare, lasciare progetti in germoglio e tirarli fuori quando è ora. Sono maledettamente legata al passato, perché nonostante tutto è mio e non posso che amarlo.
Dallo scorso agosto sono a dieta.
Quel martedì a mezzogiorno quando mio padre mi disse: "Stasera andiamo dal dietologo" mi incavolai come una biscia, dissi che a 30 anni avevo tutto il diritto di decidere io riguardo la mia vita. Mio padre non oppose obbiezioni, ma la lavata di capo di mia madre il giorno dopo mi fece capire che non l'aveva affatto presa bene. Così capitolai, un paio di settimane dopo andai da sto benedetto dottore e cominciai questa nuova impresa. In effetti ne avevo bisogno. Avevo recuperato tutti i chili che avevo perso l'anno scorso. Facevo fatica ad entrare negli obbrobriosi vestiti che avevo (non esistono vestiti degni di tale nome per quelle taglie) e quindi cominciai. Non ero affatto entusiasta, ma è quando comincio le cose meno convinta che poi mi riescono meglio. Adesso ho notevolmente diminuito il mio peso. Lunedì sono entrata in una taglia quarantotto. Ho indossato dei jeans che ho comprato a 17 anni. Non li avevo mai più rimessi dopo quel breve periodo di grazia. Non sono ancora del tutto soddisfatta, vorrei poter entrare senza affanni in una taglia 46 per non avere più l'ansia di vestirmi. Checchè ne dedicano tv e giornali, la questione vestiti per le taglie morbide non è tutta rose e fiori, c'è stato un ampio miglioramento in questi ultimi anni e fino alla 52 si riesce a vestirsi in modo più o meno decoroso. Niente stile glam rock, ma si riesce a giocarsela in qualche modo.
La gente se ne accorge del mio cambiamento. Gli uomini fanno i coglioni, i ragazzi guardano. Mauro il veterinario mi ha detto che ora sono perfetta. Credo mi siano brillati gli occhi in quel momento.
Le donne?
Le donne sono divise, in molte mi riempono di complimenti, mi dicono che sto bene, mi chiedono come ho fatto. Alcune si sfogano e mi chiedono consiglio per i loro chili. Alcune mi accusano di essere diventata troppo magra e di apparire patita. Mi viene da ridere solo ad associare il termine magra a me. Si, per quanto me li porti bene, peso 85 chili.
In verità mi sento un'altra. Psicologicamente aver perso peso velocemente mi ha messo tanto buon umore, sono molto più positiva, contenta di me stessa. Mi piace prendermi cura di me, mi sono persino iscritta in palestra e ci vado e noto già i risultati. Il mio cammino è ancora lungo, ci vorrà un periodo di stabilizzazione e mantenimento bello lungo e soprattutto so che dovrò mantenere un rapporto sereno con il cibo, in pratica dovrò per sempre rimanere costantemente attenta e scrupolosa nella mia alimentazione, per ora la cosa non mi spaventa, ma sappiamo tutti che non esistono i periodi di grazia eterni, ci sono i momenti difficili, lo stress, le crisi....quindi, tenete le dita incrociate per me, io di mio ci metto tutto l'impegno!
Alla fine è successo.
Lunedì sera antonio mi ha chiamata. Sono andata a prenderlo a casa sua, ma non ha voluto che suonassi alla porta, mi ha detto di aspettarlo all'inizio della stradina di casa sua. Ma che cacchio avrà raccontato a sua madre per non voler neanche farmela salutare?
Che poi uscire di lunedì si sa com'è non c'è un cacchio di posto aperto. Siamo finiti in un bar molto ruspante sulla statale, lui ha preso un panino e un bicchiere di vino rosso, ce l'avevo davanti, vestito in modo molto curato, con i soliti capelli e il pizzetto e quel suo dopobarba forte, ma non buonissimo. Ce l'avevo davanti ed era come ci fossimo visti ieri, non lo trovavo cambiato per nulla. Credo stesse in un certo senso mettendo su una commedia, tutta la serenità e l'appagamento che mi aveva trasmesso al telefono non c'erano. Una domanda e si è incupito, gli occhi improvvisamente scuri, per un attimo uno gli è diventato lucido, come se stesse per uscirne una lacrima. E non era una domanda da chissà che, gli ho solo chiesto come stava. Allora ha cominciato, sta appunto con una donna di 35 anni che ha una figlia ipovedente di 13, si vedono da un anno scarso e lui in pratica gira già da un pezzo per caso, passa le domeniche a farle fare i compiti o ad accompagnarle alle riunioni per ipovedenti. E in effetti sarebbe ammirabile, e non credo che gli faccia schifo, è solo che lui è sempre stato il solo centro del suo mondo, questa alla fin fine è la relazione nella quale più ha investito (se non è forse anche la prima seria) e la tentazione di scappare è forte. Figuriamoci, dopo avermi baciata la prima volta non si è fatto sentire per un mese, tanto per capirci.
Il solito prevedibile antonio, credevo finalmente potesse trattarmi da amica, ma no, non ci riesce. Era troppo abituato a credermi ai suoi piedi, così mi ha chiesto come lo vedevo e allora gli ho detto la verità, che insieme siamo un disastro, che non siamo fatti per stare insieme. Che ho capito che lui non c'è nel mio futuro, anche se ero convinta che ce l'avrei voluto ad ogni costo. E li ha cominciato con le sue solite manovre, di fronte al mio estrometterlo dalla possibilità eccolo a riaprire le porte:
"beh, ma in fondo noi non ci abbiamo mai provato".
Mi fa un' immensa pena quando fa così, una volta ci credevo.
Finisce il suo panino e mi fa:
"Facciamo come al solito, andiamo a chiacchierare in un posto tranquillo?".
Lo assecondo e ci buttiamo nel tour dei distributori di sigarette aperti. Sembra facciano a posta, non ne funziona neanche uno e antonio comincia con le allusioni sessuali, dice che per qualsiasi tipo di bisogno posso contare su di lui, dice di smetterla di leggere libri e farmi una scopata ogni tanto. Alla fine mi dice che gli sono proprio mancata, che ci sta proprio bene con me, lo contraddico, gli ricordo che ha aperto la telefonata asserendo esattamente l'opposto, non ricorda di averlo a detto e finisce per dire:
"certo, quando si dicono le cose per non ammettere esattamente il contrario". Lo dice in soffio, voglio vedere fino a dove vuole arrivare.
Finiamo a soligo, mi sto per dirigere verso san gallo e lui mi chiede di andare a casa mia. Mi viene il panico, è l'ultima cosa che vorrei, ma so anche che la paura è sotto controllo e ho troppo bisogno di andare in bagno ca#ç@!!! (possibile che le mere questioni fisiche possano influenzarci tanto??)
E così finiamo a casa mia, apriamo una bottiglia di rosso, fumiamo una sigaretta sul terrazzino, tutto a posto, sembra possa andare tutto liscio, gli parlo un po' di silvia e luca e di quanto comunque nonostante la relativa solitudine sono contenta di me.
"Ho una voglia incredibile di baciarti"
Lo guardo, non ci posso credere, ma perché? Mi giro dall'altra parte, mi guardo le mani. Lui mi prende una mano e comincia ad accarezzarla.
"Antonio, l'anno scorso mi hai detto che tu sei una persona fedele"
"Potrei farmi perdonare per l'ultima volta in cui siamo stati insieme" (si era fatto fare un lavoretto e quando ho capito che non aveva intenzione nemmeno di sfiorarmi e gli ho chiesto un po' di soddisfazione mi ha detto che era stanco).
"Antonio, sono una persona libera e voglio una persona libera, che mi voglia sempre, che senta sempre la mia mancanza, mi spiace ma non voglio le briciole di nessuno"
" Ma io non sono una briciola, io non ti voglio a tutto tondo, ma perché non provi a viverla così com'è senza pensare troppo a domani"
"Ci ho già provato, sai com'è andata. Lo so già, domani ti manderei un messaggio, il giorno dopo ti chiamerei e tu non ti degneresti nemmeno di rispondermi. No."
"Ma perché non ti lasci andare, perché non la vivi e basta, l'hai detto tu che no dici di no a nessuno per principio che basta ti facciano la domanda giusta, sennò ti contraddici"
"Si è vero, mi contraddico, ma ti ricordi cosa mi hai detto l'ultima volta che ci siamo visti? Che avrei dovuto dirti di no. Adesso che ho la forza di farlo, lasciamelo fare."
Allora si avvicina ulteriorermente, affonda il naso tra i miei capelli, mi sfiora il collo, comincia a giocare con un orecchio. No. Non ce la faccio. Sento che se insistesse potrei caderci, me ne sto con la testa a guardare dall'altra parte in un silenzio ostinato. Sembra mollare, so che sta per preparare l'affondo. Ma è in quel momento che comincio a tremare. Prima è una cosa controllabile, lo sento scuotermi i muscoli, sento il cuore battere, mi sembra mi scoppi il petto ma il mio corpo non si muove. Poi impercettibilmente cominciano i polmoni, si alzano e abbassano, le braccia conserte cominciano a tremare. La situazione diventa insostenibile, mi alzo cerco di bere un bicchier d'acqua ma purtroppo non si calma, mi distendo sul divano cerco di respirare profondamente, ma non c'è niente da fare, antonio mi porta una coperta mi tiene la mano. Sono troppo scossa, non ce la faccio. Mi alzo. L'unica cosa da fare e portarlo a casa e andarmene sotto le coperte e così ho fatto.
In macchina poi gli ho detto che se siamo amici, ce la faccio a gestirlo; che se mi avesse proposto di provarci, avrei rischiato. Non voglio uno che non mi vuole a tutto tondo. Poi prima di scendere dall'auto mi ha detto che non pensava che stasera sarebbe stato lui quello a scendere dalla macchina distrutto. Che si sentiva una merda, che un rapporto di amicizia non gli basta. Mi ha fatto pena. Ma ero inebriata dal mio tenere fede a me stessa, era troppo forte l'ebrezza della vittoria. Non sono riuscita a dormire.
Nota stonata, la sera dopo l'ho chiamato per sentire se era tutto a posto, mi sembrava in crisi. Mi ha detto:
"Non pensarmi troppo"
"Stronzo".
Non cambierà mai, sempre convinto di essere il centro di tutto. No, il mio futuro non è proprio con lui.
Oggi ho accompagnato mio padre ad un appuntamento col nostro ministro dell'agricoltura, avete presente no? Il mio ex presidente della provincia, nonchè ex vice-presidente della mia regione, Luca Zaia insomma.
Beh, lui fu l'artefice creatore del mitico ufficio Iat di S.Vendemiano, il meno frequentato, fra tutti gli uffici della provincia. Tant'è che lui lo usava talvolta per darsi appuntamento con vari personaggi; in quei casi di solito ci (eravamo più d'uno di turno in quell'ufficio) mandava a prendere un caffè nel bar a fianco. Una volta stava per lasciarmi la sua borsa in ufficio, sono uscita di corsa a portargliela e l'ho fermato appena in tempo.
Oggi, l'appuntamento l'aveva fatto fissare mio papà, ma in realtà era per un signore molto simpatico che di agricoltura in effetti ne capisce, che voleva presentargli un progetto sulle bio energie. L'incontro è stato breve e ad essere sincera, mi ha fatto un sacco soggezione, era di sicuro meno rilassato di quando lo vedevo (abbastanza comprensibile). Prima di uscire mi ha stretto la mano, stavo per dirgli che lavoravo agli Iat, ma non ce l'ho fatta, la timidezza ha avuto il sopravvento.
Quando sono uscita ho trovato un paio di sms dei miei fratelli che facevano più o meno così:
" Di a Zaia Cazzo o Merda, così magari si innamora"
Si riferivano a questa scena...
Spoiler, se non l'avete visto non lo leggete!!!
E' tratta da Love actually (ultimamente lo martellavano su mediaset premium) film divertente, come avrete intuito Hugh Grant alla fine si innamora di Natalie.
L'umidità ha un effetto catastrofico sui miei capelli. A parte che una settimana di Mauritius ha tolto qualsiasi traccia della splendida sfumatura violacea che mi ero fatta prima di partire, adesso mi ritrovo coi capelli color castano bruciato-ramato con un'acconciatura stile telespalla bob, uno di quei pessimi caschetti permanentati stile anni '80...e perfortuna che non ho il ciuffo con la frangetta sennò potrei farmi chiamare ambra e condurre un programma di ninfette malvestite in tv.
Beh, visto che ci siamo vi racconto com'è poi andata con Antonio.
Era mi pare lunedì sera ed avevo lasciato il cellulare in camera sotto carica. Prima c'è stata la riunione informativa e poi la serata Karaoke, cosa più notevole della serata le mie scarpe, un paio di sandali dorati con fiore di paillettes applicato, ero gasatissima, ma dovevano esserlo anche le mie caviglie perché a metà serata me li sono tolti e ho cominciato a girare scalza sulla moquette del bar, rabbrividisco ora all'idea... Ad ogni modo è stata una serata molto divertente, alla gente dell'ama ( clienti e staff ) piace un sacco il karaoke e ci mettono un sacco di entusiasmo, sono dei discreti cantanti tra l'altro. Tornavo perciò felice e leggera come una piuma dalla serata, ridendo con la mia compagna di stanza, prendo il mano il telefono distrattamente e trovo una chiamata non risposta, il numero non l'avevo in memoria, ma lo ricodavo perfettamente. Era quello di Antonio, di casa. Sono rimasta immobile e senza parole per alcuni secondi, non so che faccia ho fatto, ma annalisa ha cominciato a preoccuparsi. Cioè, erano più di 8 mesi che questo non dava cenni di vita, potevo essere morta nel frattempo, e si fa sentire, fra tutti i giorni possibili in un anno proprio mentre sono in vacanza alle Mauritius??? Ma che ha la palla di cristallo? Cerca sempre i momenti più felici per venirmeli a guastare? L'ho spiegata, come disse qualcuno un po' di tempo fa, col momento del coglione. Ho passato il quarto d'ora successiva a spiegare la suddetta definizione alla mia compagna che ha approvato in pieno la teoria. Il resto della notte, dato che il sonno non arrivava l'ho trascorso a fumare in terrazzino e guardarmi le gambe e le caviglie. Ho pensato se valeva la pena di scrivergli che ero in vacanza e che ci saremo sentiti al mio ritorno, ed ho dedotto che non ne valeva la pena. Poi ho dormito. I giorni successivi ho cercato di non rovinarmi troppo lo splendore delle cose che mi succedevano e alla fine mi ha chiamato. Ha aspettato quei 3 giorni e si è rifatto vivo. Sapete perché? Perché su facebook avevo trovato il suo nome e gli avevo scritto un messaggio: No, sei tu?
Mi ha tediato un quarto d'ora al telefono con le sue paranoie informatiche, di come avevo fatto a trovarlo, perché lui un giorno si era registrato, ma poi si era cancellato e voleva sapere se qualcuno a sua insaputa avesse messo qualche sua foto su facebook. Ma si può? Appena aperta la telefonata gli ho detto che ero in vacanza e che la telefonata gli sarebbe costata un sacco, mi ha chiesto dov'ero e se ero da sola. Mi ha chiesto quando sarei tornata.
Dopo di questo il nulla, così, alla fine per non sapere che pesci pigliare l'ho chiamato io. In fin dei conti, che dovevo aspettare? Che ancora controllasse lui i tempi? No, aspettare gli avrebbe dato l'ennesimo vantaggio, lo avrei pensato fino a quando non si fosse fatto vivo. Quindi stop, l'ho chiamato io.
All'inizio mi tremava la voce, poi un po' alla volta mi sono sciolta, riuscivo a chiacchierare più o meno amabilmente. Gli ho raccontato un po' delle mie cavolate e lui un po' delle sue. L'ho sentito felice, la donna con cui sta insieme è riuscita a renderlo meno cupo, mi ha raccontato che l'ultimo dell'anno lo ha passato in centro a Treviso a fare festa di piazza. Lui che non mi portava mai nei bar da fighetti, lui che sceglieva sempre i posti più defilati e meno fashion del mondo perché non sopportava di vedere la gente, lui che non frequentava nemmeno il mercato per non vedere i suoi compaesani. Quando mi ha proposto di diventare amica della sua ragazza l'avrei preso a sberle, ma la curiosità di vederla, giuro ce l'avrei.
A quel che ho capito, penso abbia una vita piuttosto piena, un po' per il lavoro e un po' per lei, che ha 35 anni e una figlia di 13. Anche se ha aperto la telefonata dicendo che non è che abbia sentito la mia mancanza, penso che l'abbia sentita eccome, solo non sapeva come fare. Appena ha avuto la mia imbeccata si è rifatto vivo, quindi per quanto faccia il distaccato, il nostro rapporto gli è mancato. Mi ha chiesto di fare una serata birra e chiacchiere, credo abbia bisogno di sfogarsi, spero di non finire per fare la psicologa a costo zero. Gli ho detto di si. La verità è che voglio mi veda in splendida forma, come non mi ha mai vista, mi voglio far fare un po' di complimenti, lo so, non è un segno di maturità e sicurezza, ma ne ho tanto bisogno, sarebbe una piccola vittoria per me. E Dio sa, se in questo momento ho bisogno di vincere, magari è una vittoria stile gratta e vinci "ti piace vincere facile?" ma chissene frega. C'ho tanti di quei difetti che uno in più non mi renderà peggiore di già quanto non sia.
Così ha concluso la telefonata con un atto stronzo, dato che ho acconsentito a vederlo, gli avevo proposto di fissare subito l'appuntamento lui invece ha voluto fare come al solito, ha detto che mi avrebbe chiamata dopo sabato. Sabato scorso. Il minimo che farò, giuro che lo farò, sarà dirgli che sono impegnata. Qualunque sia la sera in cui mi chiama.
Dicevo che questa vacanza mi ha regalato una meravigliosa compagnia, ma non sono mica finiti qua i personaggi....
Voi direte, su una spiaggia bianchissima, piena di coralli, con un palma di cocchi per ombrellone, cosa manca per essere in paradiso? I vu cumprà, ovviamente.
Ogni mattina arrivava un pulmino correndo direttamente sulla battigia, alla faccia della natura, una squadra di venditori, chi borse, chi maglie tarocche, chi perle, chi coralli. Pure i velieri in legno, ce n'era davvero per tutti i gusti.
Giuro che se prendo quello che gli ha insegnato la parola bancarotta lo stronco! Cioè questi, oltre ad essere esosi, se cercavi di contrattare poi cominciavano a ripetere bancarotta come un mantra, fastidioso in effetti. Quelli che avevano meno confidenza con l'italiano esibivano un lamentoso "no profiii". Faticoso vi dirò, a me contrattare non piace, specie in vacanza, già lo devo fare al lavoro e non mi riesce proprio in modo fantastico... Ad ogni modo ce n'era uno anche carino che mi ha chiesto di sposarlo ( no, non pensate male, non mi ha fatto la corte, vuole venire in italia ed è piuttosto difficile lasciare Mauritius). Poi c'era Leo, ricciolino con un drago tatuato grande come tutta la schiena, grande consumatore di canne, si è lavorato la coppia di rieti per una settimana prima di vendergli una collana in perle da 60 euro. Poi ce n'era uno che sapeva tutte le formazioni delle squadre di calcio italiane che era un po' stronzo e quello che mi ha venduto l'80% dei regali che ho portato a casa...
Poi c'erano i camerieri, in particolare Noel, un fustaccio che non vedeva l'ora di togliermi il piatto da sotto le mani, tant'è che una sera rosanna gli fa: "Noel, stai nu poco incazzato?" in pratica era sempre incavolato...
Il colpo di finesse me l'ha dato Nitin però, lui è il cameriere del bar, andavamo sempre lì dopo la cena a prendere il caffè, ribattezzato cicorino perché di tutto sapeva tranne che di caffè. Quando uno non sapeva cosa prendere ed esitava un momento, lui proponeva sempre un bicchiere di latte. Sicché uno degli ultimi giorni all'ennesima proposta di un bicchiere di latte rosanna gli ha detto : "ma bevitelo tu il latte" al che questo risponde: " No ma io bevo un altro latte" e allora tutti giù a ridere, io sorriso stentato. Non contenti, ci hanno marciato su quei due minuti in più del dovuto, così alla fine lui mi si avvicina, mi appoggia la testa sulla spalla e mi fa: "Al limite potresti darmene un po' del tuo". Te pareva no? Non ho idea di che faccia ho fatto, ma credo di essere diventata di tutti i colori...
Le spettegolate e le disquisizioni filosofiche più accese però hanno riguardato la sarda e le possibilità. Nel post precedente ho già parlato di Annalisa, la mia compagna di stanza, in pratica oltre a noi due c'era un' altra accoppiata di donne scompagnate, la sarda e il rott-weiler. In pratica la sarda era una biondina carina che ha flirtato con tutti gli esseri di sesso maschile in viaggio, la sua compagna di stanza in pratica era un metro e 50 di donna assanata, sostenitrice del turismo sessuale a cuba e in jamaica. Questa era fermamente convinta che io dovessi finire in camera con la sarda così mi sarei svegliata fuori, ci pensate, magari adesso vi starei facendo i ritratti spietati (da zitella acida) di tutti gli uomini in viaggio. Continuerò a ringraziare infinitamente il signore per non avermici fatto finire insieme a una delle due, perché sicuramente avrei sopportato con la mia rinomata pazienza al limite del masochismo, ma essere sincera mi sarei proprio rotta le scatole.
Ora, voi sapete che posso anche essere simpatica e brillante, a mio modo, ma non ho mai fatto mistero delle mie scarse abilità di venditrice e del mio essere una permalosa di prima, avete presente? Sono del cancro.
Gennaro invece è un venditore di prima, un metro e ottanta di uomo, solido, napoletano, caruccio. Praticamente ha attaccato bottone con tutti. Il primo giorno si era fidanzato con la figlia (con qualche piccola e innocente mania di protagonismo, l'animatore dopo 5 minuti sul pullman la voleva imbottire di valium) di una che è stata al costanzo show. In pratica il giorno della gita in motoscafo all'isola dei cervi non mi ha mollata un secondo. Lui ha intuito quanto gatto rognoso sono è si è divertito a darmi il tormento, dopo 5 minuti che ci conoscevamo si era già infilato nelle mie foto, a metà della gita mi ha chiesto di che cosa mi occupassi in negozio, intendendo che più che stare alla cassa non potevo. Quando gli ho detto che capitava anche che vendessi mi ha chiesto di fargli una simulazione e di provare a vendergli una motosega. La mia reazione? L'ho guardato malamente e mi sono girata dall'altra parte. Non contento a fine gita ha cercato di accasarmi con lo scafista del motoscafo, che devo aver poi sconvolto con la mia reazione, perché quando gennarino ha cominciato a insistere gli ho sparato a 50 decibel na roba tipo: " Ma tu che ne sai di me? Ci conosciamo da 5 minuti! Per quello che ne sai tu potrei essere sposata da 10 anni!" Annalisa ha continuato a torturarmi per tutto il resto della vacanza su questa risposta, secondo lei se me la fossi giocata meglio avrei potuto portarmi a casa un souvenir originario delle mauritius... E vabbè, era carino il ragazzino, ma dai, ma vi pare? Io e un mauritiano, mi viene da ridere solo a pensarmici in mezzo, avrei trovato facilmente il modo di fare qualcuna delle mie belle figure di emme. Anzi probabilmente sarei pure stata capace di tirare paranoie a uno che non capiva un cacchio della mia lingua...
Ad ogni modo, sto gennaro in effetti un po' di sangue me lo faceva, la sera del Karaoke mi ha fatto ballare un valzer, non so come, ma è riuscito pure ad infilarci un caschè. Il contatto col suo corpo ad un certo punto mi ha anche un po' turbata, se avesse continuato a tenermi così stretta altri 5 minuti mi sa che gli sarei caduta ai piedi... Ma lui si sta per sposare, quindi alla fine fa il cretino con tutte e con nessuna. Per tutto il resto della vacanza ha continuato a salutarmi con "ciao bellissima" al che io rispondevo facendo le boccacce (si si, livello elementari), mi ha ignorata 3 giorni e alla fine in aeroporto mi ha colta di sorpresa da dietro e mi ha stampato due baci sulle guance. Che matto!
Il momento più emozionante della vacanza lo devò però a Mirco, l'agente macchine della mia zona. Dovete sapere che lui è un marpione venditore bugiardo, ha apprezzato molto le mie magliette estive, mi si è strusciato addosso in discoteca e l'ultimo giorno mi ha presa di peso e buttata in piscina. A me, da quando ero piccola, nessuno ha mai buttata in piscina, un po' per la mole, un po' per la soggezione che metto. Figuratevi, ad un certo punto stavo tranquillamente bevendo il caffè, mi si avvicinano lui, Giuliano e Alessandro (un armeron padovano di due metri) e mi fanno: su mariavittoria, in piscina. Spavalda e certa dei 30 anni di soggezione gli faccio : " Voglio proprio vedervi". Non ho fatto a tempo a finire la frase che mi sono sentita sollevare, mi hanno tolto gli occhiali da sole e mi hanno trasportata ( penso siano stati i 20 m più faticosi della loro vita) e buttata in acqua, giuro, mi sono quasi sentita figa. Non mi era mai successo in vita in mia!
Il momento incredibol invece l'ho avuto l'ultima sera. Cena di gala in spiaggia, ho messo un vestitino marrone con delle bolle blu, carino. Ho indossato gli orecchini splendidi che mia sorella mi ha regalato per averla aiutata ad organizzare il matrimonio, dopo 30 secondi avevo già tolto i sandali e giravo scalza per la spiaggia. Suggestivo davvero, tant'è che contrariamente alle altre sere ho pure bevuto del vino, al 4 bicchiere ridevo come una scema e avevo qualche difficoltà con l'equilibrio. Ma mi vedete? Ci giurate che mi sono messa in mezzo alla pista a ballare addosso al marpione venditore bugiardo e ho istigato Stefano a fare il trenino e ho tirato su praticamente tutti ad aggiungersi? Si si, non ci credevo neppure io. A fine trenino, mi fermo un attimo e indovinate un po'? Ho perso un orecchino, mi è venuto un colpo, praticamente l'area in cui abbiamo fatto trenino sarà stata un 100 mq di sabbia calpestata da una cinquantina di persone. Stavo cominciando a disperare, primo perché mi dispiaceva davvero, già mi hanno rubato gli orecchini che mi aveva regalato mia nonna alla cresima, perdere anche questi...e poi a immaginarmi mia sorella che mi insultava, non potete capire. A un certo punto la piccola Chiara mi fa: " Mariavittoria perché non proviamo ad andare a cercarlo dove hai ballato prima". In un lampo mi sono fiondata lì e l'ho visto, luccicava sul pelo della sabbia, per la felicità o cominciato a baciare tutti, culo ne ho, ma così tanto non credevo davvero. E' stato a quel punto che ho cominciato a pensare che probabilmente in amore sarò per sempre sfigata...
Tralasciando le quisquiglie, Mauritius è un'isola stupenda, il mare è una piscina, la sabbia bianca, il paesaggio non è monotono e la gente molto graziosa. Hanno ritmi rilassati e il clima è una meraviglia. Basta poco per farsi rapire, anche solo osservare dal finestrino di un pullman. C'è un sacco di poesia, ti entra direttamente nel cuore.
Bene, ed ora siete pronti per il colpo di scena?
Lunedì sera ho lasciato il cellulare in camera, quando ci sono tornata alle 3 di mattina, ho avuto un mancamento. C'era una chiamata persa di Antonio. Come aveva detto qualcuno, ho associato la chiamata al momento del coglione, Annalisa si è divertita tanto a sentirne la spiegazione.
L'ho ignorato, ma mi ha turbata parecchio.
Alla fine mi ha chiamata giovedì, avevo appena cantato ai miei amici in spiaggia una canzone e stavo tenendo una lezione di astronomia, c'erano delle stelle a dir poco meravigliose, si vedeva benissimo la via lattea, uno spettacolo.
Gli ho risposto e gli ho detto che ero in vacanza alle mauritius e che non volevo fargli spendere soldi, lui ha continuato impreterrito chiedendomi se ero sola, poi ha blaterato qualcosa riguardo le mie poche parole e il fatto che forse la sua telefonata mi aveva sconvolta. L'ho chiusa il più velocemente possibile e alla fine mi sono pure beccata della stronza dalla mia compagna di stanza, perché ho aspettato la sera del giorno dopo per dirglielo. Il fatto è che se ne avessi parlato ci avrei pensato ancora e mi sarei incupita, così ho preferito non pensarci, sono stata per lo meno un po' più serena.
Ovviamente c'è un seguito. Ma ne parliamo un'altra volta. Promesso.
Ho tolto il maglione già in aereo, ma quando sono scesa il caldo umido dei tropici si è letteralmente abbattuto su di me. Lentamente mi sono fatta strada fra gli altri 120 corpi, ho atteso il mio turno e finalmente ho preso posto sul pullmino, non prima di fare la conoscenza del sellerone, l'animatore del villaggio, un certo Lino. Torinese d'adozione, siciliano d'origine, con una certa spiccata somiglianza con Montano e il vizio di esibire le mutande, dico ma a che serve mettere la cintura sui pantaloni se poi l'effetto è quello di lasciarli calati? Boh, fa figo presumo.
Mauritius ci ha dato il benvenuto con acquazzone, non mi è mai piaciuta tanto la pioggia, rende l'isola verde e rigogliosa, uno spettacolo per gli occhi. Giuro che ero stanca morta e mi sono fatta violenza, ma non ho potuto chiudere gli occhi un secondo, avevo troppa fame, troppa curiosità. Da troppo tempo ero distante da un luogo nuovo, non potevo perdermi nulla. Un rapimento continuo, gli infiniti campi di canna da zucchero, le case disordinate e coloratissime, le piante; ovunque. Piante che vivono nelle nostre case e ci succhiano infinite cure, lì se ne stanno ai bordi delle strade, nelle aiuole davanti casa. Sembrano quasi delle sbruffone, tanto sono belle e grandi, rigogliose per dirla al modo delle didascalie dei flaconi di concime.
Non voglio addentrarmi troppo nello stile di guida dei mauritiani, io ho lo stomaco forte e non faccio una piega, ma ad un certo punto una ragazzina a cominciato a vomitare...meno male che poco dopo siamo arrivati in albergo.
Lì in albergo ho conosciuto la mia compagna di stanza, Annalisa un femenon lucano di 41 anni. Non avrei potuto cadere meglio, vi giuro. Unico neo? La notte e 2 cuscini. Russava in modo abominevole. ( E pensare che l'estetista me l'aveva detto di portarmi via i tappi per le orecchie, e prima di partire sono anche stata in negozio per prenderli insieme alle batterie per la macchina fotografica, niente me ne sono scordata). La penultima notte non riuscivo a prender sonno, sono stata nel terrazzino della camera a fumare sigarette fino alle 4 del mattino. Giuro che per un attimo mi ha preso la disperazione, volevo quasi registrarla col telefonino, oh, sembrava stessero sgozzando un animale. Ma siccome sono cambiata, invece di brontolare dentro ho cominciato a tirarle le lenzuola, cambiando posizione la situazione è un po' migliorata, poi per fortuna è arrivata la stanchezza e quindi il mattino dopo ci siamo fatte una bella risata...
Visto che la valigia pesava poco mi sono portata dietro una roba tipo 6 mattonazzi da leggere, ma ho letto pochissimo, ne ho finito uno, gli altri hanno fatto qualche giro in spiaggia, ma la compagnia era troppo bella per fare l'asociale tra le pagine. Annalisa poi in aeroporto aveva fatto amicizia con alcune persone che poi sono state sempre con noi, cose da pazzi. Una coppia di Rieti che mi ha fatto spanciare, lei un maresciallo, lui un tipo ganzo con un toupet improponibile, tra l'altro mi hanno raccontato che loro figlio viene sempre a Treviso perché ha degli amici qui e ci si trova bene, allora mi domandavano che cacchio ci fosse qui che loro figlio ne era talmente preso...glielo ho spiegato con la frase che avevo sulla divisa quando lavoravo negli uffici informazioni: ...se la vedi ti innamori... si lo so, prima dei puntini ci va Provincia di Treviso, ma sinceramente mi viene un po' difficile crederlo...e poi lo dicono tutti che le trevigiane son belle ;)
Poi nella combriccola c'era una splendida famiglia ciociara: stefano, luciana e chiara. Chiara ha 10 anni ed è diventata signorina proprio durante la vacanza, praticamente abbiamo condiviso tutti insieme questo momento ed è stato molto tenero. Povera, ha dovuto saltare un po' di bagni, ma per fortuna l'ultimo giorno ha avuto modo di recuperare, ha fatto una non stop in piscina per tutta la giornata. Beh, vi giuro che erano tutti e tre uno più adorabile dell'altro, stefano un vulcano, divertente e simpatico, un trascinatore. Luciana dolcissima a tanto tanto caruccia, vi giuro che li guardavo e pensavo che non ho mai conosciuto delle persone tanto splendide, è una cosa che mi rende incredibilmente felice. Stavamo talmente bene insieme che ridevamo dalla mattina alla sera. Gianni e Rosanna, la coppia rietina, hanno detto di non aver mai riso tanto in vita loro...
Con queste premesse chi pensava che potessero esserci dei colpi di scena? Tutti credo, sappiamo bene no, come sono i miei sceneggiatori...
to be continued
Cari miei,
vi lascio per una decina di giorni, vado in vacanza alle Mauritius. Devo prendermela comoda perché non so quando avrò di nuovo l'opportunità di farne dopo la nascita del nipote; quindi baci a tutti.